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Scuola Fisiocratica

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QUESNAY, FRANÇOIS (Méré 1694 - Versailles 1774).

 

Medico ed economista francese. Nato da una famiglia di piccoli proprietari, studiò medicina e chirurgia a Parigi e pubblicò alcuni lavori sulla pratica del salasso e sulla cancrena. Divenuto medico della marchesa di Pompadour, favorita di Luigi XV, fu da lei introdotto tra i medici di corte. Negli anni cinquanta cominciò a dedicarsi agli studi di economia politica e scrisse alcuni articoli per l'Encyclopédie ( enciclopedia), tra i quali fermiers (fittavoli, del 1756) e grains (cereali, del 1757), nei quali delineava gli aspetti fondamentali della fisiocrazia, alla quale si possono ascrivere J.C.M.V. de Gournay, il marchese di Mirabeau, N. Baudeau, P.P. le Mercier de la Rivière, G.F. le Trosne e P.S. Dupont de Nemours. Nel 1758 usciva il Tableau économique, con il quale Quesnay voleva descrivere l'interdipendenza tra i diversi settori economici e dare della situazione economica francese un "quadro" da utilizzare poi per stabilire un'adeguata politica economica. Di rilievo anche gli articoli comparsi sulla rivista "Ephémérides du citoyen" (fondata da Baudeau nel 1765), che, trattando del governo degli incas e della Cina, in realtà delinevano programmi politici ed economici per la Francia.

 

 

FISIOCRAZIA

Dottrina economica che si affermò in Francia verso il 1750 e si diffuse ben presto in Europa. Il termine, che deriva dal greco phsis (natura) e kratêin (dominare), fu usato da P. S. Dupont de Nemours nel 1767, in una raccolta di scritti di François Quesnay (La Physiocratie). La premessa fondamentale era che esiste un ordine naturale della società analogo a quello che si ritrova nella natura fisica. Ma questo ordine naturale esiste solo se gli uomini non ne ostacolano la realizzazione. Interessati soprattutto all'analisi economica, i fisiocratici si opponevano al mercantilismo, che individuava nel commercio internazionale la fonte della ricchezza dello stato. Per loro, invece, la fonte era la terra, dal momento che essa era l'unico fattore di produzione in grado di generare valori aggiunti. Solo la terra era capace di fornire un prodotto netto, un surplus rispetto agli investimenti apportati. L'agricoltura, perciò, era in grado di produrre, mentre l'artigianato e la manifattura trasformavano soltanto. La classe agricola degli imprenditori e degli affittuari era quindi, per i fisiocratici, produttiva, mentre artigiani, commercianti, manifattori e liberi professionisti costituivano la classe sterile; i proprietari fondiari, il clero, i funzionari pubblici e il sovrano, infine, si identificavano con la classe oziosa. Costoro ricevevano sotto forma di rendite, decime o imposte il prodotto netto, che poi, attraverso i loro consumi, redistribuivano alla classe sterile e a quella produttiva. I fisiocratici erano quindi favorevoli al libero commercio dei prodotti agricoli e particolarmente interessati allo sviluppo dell'agricoltura. Poiché lo stato si doveva impegnare a garantire la libertà, la proprietà e la sicurezza, si giustificava il prelievo fiscale, che doveva essere però attuato sul prodotto netto attraverso un'imposta diretta e reale sulla terra, che gravava quindi unicamente sui proprietari fondiari.


 

In questo periodo in Francia si affermò la teoria dei fisiocrati di cui il maggiore esponente fu Quesnay (nel "Tableau Economique").

Tre i punti essenziali del suo pensiero:

 

  1. Le nozioni di "lavoro produttivo" e "improduttivo" basate sul concetto secondo cui la vera, e unica, fonte di ricchezza è il prodotto netto che si ottiene applicando il lavoro alla terra.
  2. L'interdipendenza esistente tra i vari processi produttivi (e mercati) e la connessa idea di equilibrio macroeconomico.
  3. Gli scambi sono visti come flussi circolari di moneta e merci tra i vari settori economici.

 

LE IPOTESI DI QUESNAY

  1. il ciclo produttivo ha durata annuale e il prodotto finale di ogni anno viene in parte consumato e in parte reimpiegato come INPUT necessario per la produzione dell'anno successivo.
  2. La produzione agricola era l'unica in grado di produrre un surplus oltre ai rimpiazzi e quindi l'unica vera fonte di ricchezza.
  3. Pertanto gli agricoltori formavano la CLASSE PRODUTTIVA. Gli addetti alle attività manufatturiere costituivano la CLASSE STERILE (valore OUTPUT = valore INPUT) e i proprietari fondiari costituivano la CLASSE DISTRIBUTIVA e avevano il ruolo di consumare il surplus creato dalla classe produttiva e dare avvio al processo di circolazione della moneta e delle merci tra i vari settori economici. La funzione della classe distributiva era quella di assicurare una buona distribuzione del reddito tra i vari settori.

 

CONSEGUENZE DI POLITICA ECONOMICA

Sono essenzialmente due:

  1. Il sistema economico possiede una naturale capacità di riprodursi e di restare in EQUILIBRIO se non viene intralciato dalle autorità politiche. L'equilibrio di riproduzione si ha quando ogni settore fornisce agli altri settori la quantità di INPUT da questo richiesta.
  2. Sarebbe stato opportuno eliminare tutto quel complesso di inefficienze legate all'apparato fiscale ereditato dal Medioevo, che ostacolava la libera circolazione delle merci e la libera iniziativa privata. L'obiettivo era quello di creare una "imposta unica" sull'unico tipo di requisito produttivo: la terra. Tale imposta avrebbe infatti gravato sul prodotto netto della terra.

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