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riferimenti sul libro

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Riferimenti degli argomenti sul libro Landreth e Colander.

 

 

 

(Parte 1) L'economia preclassica (Cap. 1 e 2)

dal 800 a.C. al 1776: era preclassica: (dal 800 a.C. al 1500 periodo preclassico antico=Pensiero greco+Scolastica; dal 1500 al 1776: periodo preclassico)

dal 1500 al 1750: mercantilismo

1600: nascita del liberismo=mercantilismo liberale=tardo mercantilismo

pensatori preclassici: W.Petty, B. Mandeville, R. Cantillon, D. Hume

 

  • il pensiero preclassico antico: il pensiero greco (49); esiodo e senofonte, aristotele (52); la scolastica (54), San Tommaso (56);
  • il mercantilismo (65): ipotesi fondamentale dei mercantilisti (67) la bilancia commericiale (68); bullionisti; il mercantilismo e la moneta (69): relazione tra quantità di moneta e livello dei prezzi, Bodin (71). il contributo teorico dei mercantilisti (73) differenza tra pensiero mercantilista e economia classica (73),

 

  • precursori della scuola classica=tardi mercantilisti=mercantilismo liberale. T. Mun 75, W. Petty 77, B. Mandeville 79, D. Hume 83; teoria di Locke della moneta; R. Cantillon 84 teoria della moneta (influenza Quesnay);

 

  • Fisiocrazia 88: uniformità, leader è Quesnay; la legge naturale 89; interdipendenza del sistema economico 89; prodotto netto: produttività della natura 90; tableau economique 94; la politica economica dei fisiocratici 96; __scrivere foglietto__; tassazione 97; riepilogo 98.

 


(Parte II) Il prensiero economico classico, Malthus e Marx

 

 

  • (introduzione alla parte II) vedi cronologia (103); il periodo classico (1776-1890), 104 schema cronologico preclassico e classico.
  • l'economia politica classica (105), origine dei concetti sviluppati dai classici (105), 3 caratteristiche che accomunano i classici: (i) armonia, rapporto coi fisiocrati e preclssici (105), Malthus (106), Marx (106). (ii) attenzione per il fenomeno della crescita economica (106); propensione per le questioni macroeconomiche (107), differenze con gi attuali macroeconomisti keynesiani. Legge di Say (107). Collocazione dei classici nella tradizione mercantilista (107), differenza con in neoclassici (dal 1870). (iii) politiche economiche di lassez faire (differenza con il mercantilismo, che invece prescrivono interventi pubblici) 108.

 

  • l'economia politica di Marx. consapevolezza dei classici dei conflitti sociali tra K e T (109). teoria classica del valore-lavoro in Marx (109); questioni centrali per Marx (109). Uso della teoria del valore-lavoro in Marx e in Ricardo differenze! 109. Influenze dei classici in Marx: le classi (109); divergenze e convergenze tra Marx e i classici (110).

 

 

 

Adam Smith

 

  • Smith e i mercantilisti: ordine naturale e laissez faire (118), ruolo dell'accumulazione (128)
  • funzionamento dei mercati concorrenziali (121)
  • ruolo del capitale (125) e dei capitalisti (126)
  • cause della ricchezza delle nazioni (129) accumulazione e divisione del lavoro (130) lavoro produttivo e improduttivo (131)
  • la teoria del valore (136): i prezzi relativi: naturali e di mercato, settore agricolo e manufatturiero (137); significato di valore (139); le tre teorie smithiane del valore (140, società primitive, lavoro contenuto: 141, lavoro comandato: 145, lavoro in una società avanzata: 145-148)
  • teoria della distribuzione: 149, salari: 151, fondo-salari per Smith: 152, profitti 152, rendite 153. andamento nel tempo del saggio di profitto: 154;
  • il benessere e il livello generale dei prezzi 155, la disultilità del lavoro 157;

 

David Ricardo e Malthus

 

  • la teoria di Malthus della popolazione 164, rendimenti decrescenti (Turgot) 166, applicazione alla dottrina del fondo salari (168)
  • lo scopo della scienza economica secondo Ricardo (173)
  • il modello ricardiano: una panoaramica (175) dottrina fondo-salari e teoria malthusiana della popolazione;
  • le leggi sul grano (introduzione: 177, 207 posizione di Ricardo)
  • ipotesi del pensiero ricardiano: 178 (1) teoria del costo del lavoro, (2) neutralità della moneta, (3) coefficenti di produzione fissi per lavoro e capitale, (4) rendimenti costanti nel manufatturiero e rendimenti decrescenti nel settore agricolo, (5) piena occupazione, (6) concorrenza perfetta, (7) soggetti economici razionali (8) tesi di malthus sulla popolazione (9) dottrina del fondo salari;
  • teoria ricardiana della rendita (180), marine intensivo ed estensivo
  • la teoria del valore di Ricardo (191), ragioni per una teoria del valore basata sul lavoro, posizione di malthus nella disupta sul grano (191), teoria basata sul costo del lavoro (193), ruolo di domanda e offerta (194), difficoltà in una teoria basata sul lavoro (195): (1) misura della quantità di lavoro (196), (2) le diverse abilità dei lavoratori (196), (3) beni capitali (197), (4) rendita sulla terra (198),(5) ruolo del profitto (199), riassunto (201)
  • teoria della distribuzione di Ricardo (203), lo stato stazionario (la distribuzione del reddito nel corso del tempo), 205, riferimento a Smith; legge di Say (206);
  • vantaggio comparato e commercio internazionale (208); riferimento a Smith e a Mill (209), vantaggi assoluti (209), vantaggi comparati (211), determinazione del prezzo di scambio (risolta da J.S. Mill) 214.
  • stabilità e crescita (218) legge di Say (a favore Ricardo, J. Mill e Say; Malthus attacca), piena occupazione, domanda aggregata per Smith (219), sottoconsumo Malthusano (220), la legge di Say (223)
  • la teoria monetaria di Ricardo (224), la controversia bullionista, Thornton
  • la disoccupazione tecnologica per Ricardo (226), ruolo della legge di Say (226)
  • opinione di Keynes su Ricardo (227)

 

J. S. Mill

 

  • j.s. mill e le ipotesi della teoria classica ricardiana (360): Mill rinuncia a (1) teoria del valore lavoro; (2) dottrina malthusiana della popolazione; (3) dottrina del fondo salari. Porta al declino definitivo la ec. pol. class.
  • è liberista classico/riformatore sociale (influenze: ricardo, smith, j. mill + socialisti + bentham) 236

 

Presupposti

  • critiche a ricardo, ma vuole salvarne l'impostazione (237); posizione riguado alla legge di Say (238);
  • (239) avanzamenti portati da Mill: (a) dottrina malthusiana della popolazione 244; (b) dottrina del fondo-salari 246; (c) concetto dei rendimenti crescenti in agricoltura 248; (d) approccio ricardiano al problema della rendita ; (e) tendenza del saggio di profitto a decrescere nel tempo 250;
  • critiche al pensiero smithiano/ricardiano (ec.pol. classica) da parte dei socialisti: l'economia è disarmonica (239,240)
  • il metodo di Senior 242; leggi universali della produzione e principi contingenti della distribuzione 243 (è anche la posizione di Mill - 254,256,anche 265);
  • teoria del profitto e dell'interesse di Senior (250)
  • l'eclettismo di Mill (258)
  • l'influenza di Bentham (259); lassez-faire, interventismo o socialismo (261),
  • lo stato stazionario in Mill (265); la filosofia sociale, confronto con Smith e Ricardo (267)

 

La teoria economica Milliana (269)

  • 273 teoria del valore di Mill; 378 Resumè teoria del valore di Mill (in Jevons e Menger); vedi 381. Il vero vuoto: concorrenza imperfetta 277
  • la teoria del commercio internazionale 277: le ragioni di scambio
  • le teoria monetaria di Mill (279) ripresa della legge di Say; ruolo dell'introduzione della moneta nei sistemi economici 280: mill vuole proteggere le fondamenta della po. ec. class. dall'attacco malthusiano.
  • scuola metallica e bancaria (282)
  • il fondo-salari e la ritrattazione di Mill (283)
  • riepilogo (285)

 

Karl Marx

  • obbiettivi di Marx (291); l'ec. classica è statica, Marx si concentra sul processo dinamico (292);
  • fonti intellettuali delle idee marxiane (294): (1) Hegel; (2) il pensiero socialista francese; (3) l'ec. pol. classica ricardiana.
  • la concezione marxiana della storia (idee hegeliane 294/295, applicata da Marx alla società: materialismo dialettico, 297); teoria della storia, 300-301: passaggio feudalesimo -> capitalismo -> socialismo -> comunismo. Il capitalismo contiene in se i germi della sua propria distrusione (302);

 

le teorie economiche di Marx

  • l'approccio metodologico di Marx (308); rapporti di classe nel capitalismo (309);
  • teoria del valore lavoro di Marx (310); l'algebra marxiana (313) __vedere Scrpanti__(?); marx e i fisiocratici: plusvalore (L) e prodotto netto (Terra) (316); saggio di profitto, composizione organica del capitale, saggio di plusvalore (317); alcuni problemi: fallimenti in economie con composizione organica variabile (318); lavoro comandato (320); implicazioni della soluzione marxiana (321);
  • l'analisi del capitalismo (324); leggi marxiane: (1) formazione dell'esercito industriale di riserva (326) (2) caduta tendenziale del saggio di profitto (330,342), è una implicazione dell'incapacità del capitalismo a mantenere la stabilità e piena occupazione; (3) crisi economiche ricorrenti (336), fluttuazioni cicliche o ricorrenti (339) è una implicazione dell'incapacità del capitalismo a mantenere la stabilità e piena occupazione; ruolo del progresso e sviluppo tecnico; crisi da sproporzione. Riepilogo: 343 (4) progressiva concentrazione/centralizzazione industriale (344) (5) immiserimento/impoverimento progressivo del proletariato (346) vedi anche posizione di Smith (158) e Mill.
  • ipotesi di lavoro di Marx (presi dalla teoria classica ricardiana) 324: teoria del costo del lavoro; neutralità della moneta; rendimenti costanti in manifattura; rendimenti decrescenti in agricoltura; sistema di mercati in concorrenza prefetta; uomo economico razionale; versione della dottrina fondo-salari; respinge: legge di Say, assunzione di coefficenti fissi (?), dottrina malthusiana della popolazione;
  • riepilogo su Marx (349)

 

(Parte III) Il pensiero economico neoclassico

Jevons, Menger e i fondatori austriaci dell'analsi marginalista

Periodo: 1870-1900; Jevons, Menger e Walras sono i fautori della rivoluzione marginalista, e pongono le basi per la teoria economica neoclassica

 

  • ascendenze storiche 358: autori classici (Ricardo, Mill, N. Senior); gli anticipatori dell'analisi marginalista 360: Gossen, Cournot, von Thuenen. i fondatori dell'analisi marginalista 363: Jevons, Menger e Walras. Fu vera rivoluzione?
  • le inadeguatezze della teoria classica del valore 365: mancanza di generalità, teoria basata sul costo di produzione, il non aver riconosciuto nell'utilità marginale il vero deterimante del prezzo;
  • cos'è l'utilità (368): principio dell'utilità marginale decrescente; seconda legge di Gossen (370) __vedere formula in Screpanti__; i confronti di utilità (371); conseguenze distribuitive: effetto Robin Hood (372); funzioni di utilità 374 __vedere formula in Screpanti__;
  • utilià, domanda e scambio 375; Jevons, Menger e Walras: (a) principio di utilità marginale decrescente, (b) condizioni per la massimizzazione: la seconda legge di Gossen (c) teoria dello scambio; Solo Jevons e Walras: (d) relazione tra utilità e domanda; Walras: (e) dimostrò l'interrelazione tra i vari settori del sistema economico
  • il valore dei fattori della produzione 377; differenze tra (Jevons, Menger) e Walras. una valutazione di Jevons e Menger (398), confronto con Mill;
  • la teoria classica del valore e la teoria neoclassica emergente del valore; problematiche della teoria di Mill e di quella di (Jevons, Menger).
  • la seconda generazione: von Wieser 384: le relazioni tra fattori e prezzi; il processo di imputazione.
  • l'influenza esercitata da Jevons, Menger e Walras 389
  • riepilogo 390: (1) enfasi posta sull'utilità marginale e sul ruolo della domanda nella teoria del valore (2) impiego dell'analisi marginalista in applicazioni più generali; (3) l'impiego (Jevons e Walras) della matematica; (4) il modello di Walras dell'eq. economico generale; (5) tecniche econometriche e uso della statistica.
  • (non) rapida diffusione dell'analsi marginalista (?)


 

La diffusione dell'analisi marginalista e la transizione verso l'economia neoclassica

 

  • la diffusione dell'analisi marginalista: la seconda generazione di marginalisti (394).
  • i contributi teorici della seconda generazione di marginalisti (394): (1) teorie della allocazione delle risorse (prese come date); (2) teorie della produzione; (3) teorie dei costi; (4) teorie dei prezzi dei fattori della produzione; (5) teorie della distribuzione del reddito;
  • I punti di debolezza dell'impianto microeconomico di Jevons, Menger e Walras (395): (1) Jevons e Menger applicano l'analisi marginalista solo all'domanda. (2) non hanno una teoria del costo dei fattori di produzione.
  • teoria della produttivita' marginale: (397, 404); (confronto tra le teorie di Ricardo, dei primi marginalisti e della seconda generazione 398);
  • Autori neoclassici: Edgeworth, Von Wieser, Von Böhm-Bawerk, Wicksteed, Wicksell, J. B. Clark, Fisher, Schumpeter, Knight.
  • principio dei rendimenti decrescenti; 399 definizione di prodotto marginale 400 condizione di ottimalita' 402;
  • confronto con la teoria Ricardiana (404), la nuova teoria riorienta e generalizza quella ricardiana (406);
  • il problema dell'esaurimento del prodotto (407, e anche pag. 264 Screpanti); le posizioni di J.B. Clark (408) Wicksteed (408) e di Wicksel (412, vedi anche pag. 281 di Screpanti e Zamagni)
  • implicazione di natura etica secondo J.B. Clark (414) la distribuzione nei mercati capitali e' eticamente corretta. Conclusioni differenti di Veblen (417)
  • la produttivita' marginale vista come teoria dell'occupazione (417); posizione critica di Hicks (419), Keynes (421).
  • critiche alla teoria della produttivita' marginale (421); relazione con Marshall (423) e Clark (423)

 

Teoria dell'interesse

  • i profitti e l'interesse (423) definizioni; i contributi di Bohm-Bawerki e Clark; la teoria del profitto (424) Alfred Marshall, Schumpeter e Knight (426): i profitti come redditi di natura temporanea.
  • teoria del capitale e dell'interesse (427): teorie per il tasso di interesse, di natura (1) monetaria (in epoca preclassica) (2) non-monetaria (ortodossia dal 1750 al 1930, vedi 430) e (3) neo-keynesiana (428); i tre autori importanti nel periodo 1890-1930: Bohm-Bawerk, Knight e Fisher; il ruolo della moneta e l'interesse nei mercantilisti (428), nei tardi mercantilisiti (Cantillon), nell'economia classica (429) e Ricardo. Il problema dell'interesse: teoria classica della distribuzione; tematiche connesse all'esaurimento del prodotto (431). Proposte di Schumpeter (432).
  • La teoria dell'interesse di Bohm-Bawerk (433, vedi screpanti 278); le preferenze intertemporali (tre motivazioni, 436, 437); teoria di Bohm-Bawerk sulla produzione: superiorita' tecnica dei beni attuali (439).
  • teoria dell'interesse di Fisher (441, vedi screpanti 273); preferenze intertemporali. confronto con Keynes (444)
  • una sintesi sul problema dell'interesse (!) 445.
  • Riepilogo (molto importante! 445).

 

 


 

 

Leon Walras e la teoria dell'equilibrio economico generale

vedi pag 234 su Screpanti

 

 

  • teoria dell'equilibrio economico generale (450); i primi precursori della teoria dell'equilibrio economico generale: Quesnay e Smith; Cournot (451) e von Thunen (451); differenze tra l'analisi dell'equilibrio economico generale e quella dell'equilibrio economico parziale (453);
  • esposizione verbale (456) e matematica (462) del modello walrasiano. Riassunto verbale (460) sistema di equazioni simultanee (460); domande sollevate e lacune dell'analisi di equilibrio generale (468): (1) esistenza e significativita' di una soluzione. Arrow (471); (2) ruolo della produzione (?) (3) compatibilita' tra equilibri settoriali e equilibrio generale (dell'intero sistema economico) (4) esistenza di equilibri multipli (472) (5) stabilita' o instabilita' dell'equilibrio (472) (5) banditore walrasiano (?).
  • un giudizio retrospettivo di Walras (468): utlita' marginale e
  • interdipendenza dei settori economici. formulazione matematica; differenze tra Walras e (Jevons e Menger): equilibrio generale vs unidirezionalita' causale (469). ruolo della produttivita' marginale in Walras (470), Wicksteed (470).
  • metodologia di Walras e Marshall (475)
  • politica economica per Walras (475): Walras e' convinto che la concorrenza dia situazione ottimale, ma non lo prova (476), Wicksell lo prova per un caso particolare. Anni 30 e Mill (476)

 

Pareto

  • Pareto e l'economia del benessere (di stampo walrasiano) vedi Screpanti 286; Smith; Pigou e l'economia del benessere (di stampo marshalliano). questione dell'efficenza allocativa e Ottimo parteiano (478)
  • riepilogo: 480; Walras e Marshall come padri fondatori dell'economia neoclassica.

 

 

(Cap. 10) Alfred Marshall e l'economia neoclassica

 

  • (vedi anche pagina 735: il termine concorrenza in Marshall, e pagina 742: condizioni di concorrenza in Marshall)

 

  • influenze su marshall dei primi matematici Cournot e von Thuenen (482),

influenze storiche (482),

  • lo scopo della scienza economica (485, 490), questoni di nomenclatura (political economy, economics), questioni metodologiche (488)

desideri (488), atteggiamento umanitario di Marshall, critica a Ricardo (489),

  • la posizione metodologica di Marshall (490),

lodi per la scuola storica tedesca (491)

ruolo della matematica e dell'analisi storica in Marshall (492)

il metodo marshalliano all'opera (495)

ceteris paribus, l'equilibrio parziale (486) il problema dell'elemento

temporale (489, 501): periodo di marcato,

breve periodo, lungo periodo, periodo secolare e le caratteristiche delle curve di offerta (499); la forbice marshalliana (500) chi determina i prezzi?

critiche a marshall (500). confronto con Jevons-menger-Walras (502,503),

ruolo della domanda in

Ricardo, teoria ricardiana del valore (503)

 

  • trattazione della domanda da parte di Marshall (503)

funzioni di utilita' e assunzioni Marshalliane sull'utilita' (504)

Edgeworth e Fisher sull'utilita' (505)

principio dell'utlilita' marginale decrescente, leggi di Gossen (506)

beni normali (507) effetto reddito e sostituzione; beni di Giffen (508)

il surplus dei consumatori (509), economia del benessere (510);

concorrenza perfetta e monopolisti nella teoria marshalliana (511)

impiego di Marshall dei prezzi per misurare l'utilita' (512)

Edgeworth e Fisher (512)

validita' dell'analisi con utitlita' della moneta costante in Marshall.

(512); le imposte e il benessere (513): surplus dei consumatori, imposte e sussidi alle imprese.

 

  • analisi marshalliana dell'offerta (515) classificazione periodale dell'offerta (516); mercati di concorrenza imprefetta Robinson (516), Chamberlin (516)

economie interne ed esterne di scala (517); questioni teoriche sllevate da Marsall e risolte negli anni 30 (518);

 

  • analisi marhsalliana della distribuzione del reddito 518; teoria della produttivita' marginale (519); la quasi rendita (520); ruolo dei prezzi come determinanti o determinati dai fattori di produzione. confronto con ricardo sulle rendite (521), analisi dei salari (523) dei profitti (524) e degli interessi (525);

 

  • stabilita' e instabilita' dell'equilibrio. (526)

confronto con l'impostazione di Walras (528)

 

  • le fluttuazioni economiche, la moneta e i prezzi (531) temi macroeconomici

affrontati da Marshall (532): (A) stabilita' del sistema economico,

confronto con Mill (532) legge di Say (532) (B) forze che determinano il livello generale dei prezzi (533)

 

  • riepilogo: politiche economiche dei classici (535) determinanti dell'offerta (535); controversia sulle determinanti del prezzo (536) metodo (537); forme di mercato Robinson e Chamberlin (538). Keynes (538)

 

 

(Parte IV) Il pensiero economico eterodosso

  • ruolo dell'eteordossia (541, 543); definizione dell'eterodossia (544);

problemi affrontati dagli eterodossi (546)

 

(Cap. 11) I primi critici dell'economia neoclassica.

 

  • La scuola austriaca appartiene alla teoria neoclassica
  • la scuola storica tedesca (1840 fino all'inizio del 1900) si divide in vecchia scuola tedesca e giovane scuola tedesca) e' contro la teoria politica classica, la teoria marginalista di Jevons, Menger e Walras non si diffuse in Germania
  • gli istituzionalisti (Veblen, Mitchell, Commons, Hobson)

 

  • la controversia metodologica; la scuola tedesca (550) la vecchia scuola storica: List, Roscher, Hildebrand, Knies (551); prospettiva storicista (552) critica a Ricardo; critiche al lassez faire (552); la giovane scuola storica (Von Schmoller) 553, scarsa influenza della scuola marginalista in germania (554), attenzione al tema delle riforme sociali (554);

 

  • il metodo storico in inghilterra (556) Cliff Leslie, Toynbee.

 

  • Veblen (557); l'istituzionalismo. critiche contro il capitalismo (559); critiche di Veblen alla teoria ortodossa (560): carattere non scientifico della ipotesi neoclassica (560) obbiettivo di Veblen: scienza sociale unificata (560, 561); critiche al pensiero eterodosso (561); presupposti dei classici e neoclassici (561); carattere pre-darwiniano dell'economia neoclassica (562) posizione contro la attivita' pubblicitaria (564)

 

  • analisi del capitalismo secondo veblen (566). evoluzione delle strutture istituzionali. definizione di istituzionalismo (566); sintonia con Marx (566) istinti (568): parentela, bravura, curiosita' fine a se stessa (568) la dicotomia fondamentale (568) impieghi industriali e comportamento cerimoniale (569); la classe agiata (571), consumo ostentativo (571); posizione sulle universita' (573).

 

  • stabilita' e tendenze di lungo periodo del capitalismo (575) fase espansiva, bolla (576) scoppio della bolla e risanamento. critica alla teoria marxiana (576) posizione rispetto alla teoria dell'impoverimento dei poveri (577) contrasto con marx (578);

 

  • il contributo di Veblen (579) approccio appropriato (istituzionalismo) 579 unificazione delle scienze sociali (580) lavoro di tipo statistico (580) risposte degli economisti ortodossi (581): razionalita' degli agenti economici (581), mercati imperfetti (581) concetto di equilibrio, pubblicita (Galbraith, 581) evoluzioismo (581) materiali statistici (582); contributo normativo (582)

 

  • Mitchell (582) appartenenza alla scuola istituzionalista (583); due progetti di ricerca ai quali Mitchell si dedico' (585), posizione relativista (585) costruzione di molte serie storiche (585), mancanza di una vera e propria struttura teorica (585); psicologia di tipo edonistico, non la accetta (586) analisi descrittiva del ciclo economico (587) processo che si autogenera (587);

 

  • Commons (eterodosso, USA) vicinanza con la scuola storica tedesca (589) scuola del Wisconsin; tre grandi aree di ricerca (riforme sociali, instruzione universitaria, economia del lavoro). (a) legislazione sociale (590); ispira il movimento del welfare state (590) il sistema sociale necessita di un certo grado di intervento pubblico (592); (b) istruzione universitaria (592) relazione con Veblen, Mitchell (593,595); (c) economia del lavoro (594).

 

  • le idee economiche di Commons; (595) diversi tipi di transazioni (596), definizione di istituzione (597); analisi del capitalismo americano (598). istituzionalismo (598)

 

  • Hobson; ispiratore del welfare state inglese (599); relazione con Keynes (600) non elabora una teoria alternativa (600), attacca il lassez faire classico (600, 601) insufficenze del sistema economico inglese del suo tempo (601) rifiuta la legge di Say (602, 605); problema della distribuzione del reddito (603); costi e utilita' umana (604), esternalita' (604); influenza di Veblen (604); importanza del sottoconsumo (606);

 

  • riepilogo: scuola storica tedesca (607); veblen (607); Mitchell (608) tratto che accomuna questi eterodossi (608); importanza e influenza sulle politiche economice nel New Deal (608), scarso impatto sugli aspetti teorici (608).

 

(Cap. 12) Austriaci, neoclassici e socialisti su capitalismo e socialismo.

 

  • definizione di capitalismo e socialismo (612) nascita del pensiero capitalista (615) imprenditore, mercati (616) sviluppo del pensiero socialista (617);

 

  • primi scritti sul socialista, utopisti (Blanc, Owen, Godwin) 619, socialisti ricardiani; socialisti francesi (Saint-Simon, Proudhon, Fourier 619); Sismondi (620); pensiero di Sismondi (621);
  • prime discussioni sul socialismo (622) Schaffle, Brentano e Nasse (622), Gustav Cassel (623), Vilfredo Pareto (623), Barone (623);
  • Marx, i marxisti e la teoria socialista. Transizione dal capitalismo al socialista; socialisti di destra e di sinistra (625, 626).
  • il grande dibattito teorico sul socialismo. Modalita' di allocazione delle risorse in un modello socialista (626), Mises (626) Hayek (627); debolezza delle argomentazioni di Mises (628). Taylor (628), Hayek e Robbins (628): impossibilita' pratica della soluzione pianificata all'allocazione; Lange (629, 630). Linea argomentativa Pareto-Barone-Taylor-Lange-Lerner (631). Perche' Mises e Hayek sbagliano 631, 632.
  • socialismo e liberta'. Bergson (633), Knight, Simons Friedman e Wallich (634).
  • l'ex-unione sovietica e il problema dell'allocazione delle risorse (635). problemi pratici dopo la rivoluzione. collettivizzazione e problema dell'efficienza (636). la teoria marxiana costituisce un esplicito impedimento alla corretta pianificazione (636). problemi della teoria del lavoro di Marx (636). Kantorovich e i prezzi ombra (637), implicazioni per l'abbandono della teoria del valore-lavoro. (638) i costi-opportunita', il problema della scarsita' del capitale. Novozhilov (639). prospettiva storica sulla pianificazione nel socialismo (640).

 

 

 

  • Schumpeter, componenti di natura non economica (643); analisi della teoria della crescita (644), ruolo dell'imprenditore (644), spiegazione del ciclo economico (644), innovazione (645); contesto istituzionale (645); sviluppo del capitalismo (646), burocrati (648).

 

  • riepilogo: 648

 

(Cap. 13) Gli sviluppi del pensiero eterodosso moderno

 

  • tabella dell'ertodossia (656),
  • I radicali (656), le fonti di isperazioni dei radicali (657), Dobb (658), Robinson (658), Sweezy (659), Baran (660), relazione dei radicali con il pensiero marxista (661). l'odierna economia radicale (661), la posizione radicale odierna (662), la premessa dell'economia radicale (662), declino dell'economia radicale (663), economia dell'educazione (664), mercato duale del lavoro (665), Piore.

 

  • gli istituzionalisti moderni, quasi-istituzionalisti, neo-istituzionalisti. (666). gli istituzionalisti tradizionali (continuatori di Veblen, Mitchell, Commons), Ayres (668), punti principali della analisi di Ayres (669). i quasi-istituzionalisti (669) Schumpeter, Myrdal, Galbraith.

Schumpeter (670, vedi anche 642), sconfinamenti nella sociologia (670).

  • Myrdal (671), scuola svedese. risterttezze della teoria ortodossa. causalita cumulativa (674).
  • Galbraith (678), il potere di equilibrio (679,680) lacune della teoria ortodossa (680).

la societa' opulenta (681) effetto di dipendenza (683), asimmetria dal punto di vista sociale (683); il nuovo stato industriale (648), criticato da Samuelson (685), sequenza ritenuta e aggiornata (686), contraddizioni del capitalismo americano (687);

  • i neoistituzionalisti (Coase, Williamson), strutture istituzionali di equilibrio (691);
  • postkeynesiani, (692) i postkeynesiani britannici (693) J. Robinson. Modello Kalecki (693); postkeynesiani americani (694) Eichner, Davidson, Weintraub; Harrod-Domar (696), reazione ortodossa all'eterodossia post-keynesiana (696)
  • i sostenitori della scuola delle scelte pubbliche (anni 1950) Buchanan, Tullock (697)
  • la scuola auctriaca (699, vedi anche 389), von Mises (701), Hayek (701)
  • gli economisti sperimentali (703), vernon Smith (703) test condotti dagli economisti sperimentali (704)
  • riepilogo (707)


(Parte V) Gli sviluppi recenti del pensiero economico

 

  • (intorduzione alla parte V) 713; problema dell'esaurimento del prodotto, complessita' degli equilibri multipli (715). perche' e' utile studiare SDPE? 716; organizzazione dei capitoli (717)

 

 

(Cap. 14) Lo sviluppo della moderna teoria microeconomica

 

  • l'approccio marshalliano all'economia vs l'approccio walrasiano (719); l'allontanamento dall'approccio marshalliano (720); la rivoluzione formalista nella teoria microeconomica (negli anni 1935, vedi schema cronologico) (721); modifiche apportate dai formalisti alla teoria marshalliana (1,2,3,4) (722): precedenti storici della moderna microeconomia (avanzata): Walras, Pareto, Jevons, Fisher Edgeworth Cournot (723, 724); Fisher (724); analisi geometriche e i neo-marshalliani, formalizzazione ancora maggiore (725), effetto reddito e effetto sostituzione (725); una vera e propria rivoluzione nella teoria microeconomica (1935-1940), la vittoria del formalismo (727), Marshall viene scalzato (727). Cassell (727). Domande sollevate dalla analisi di equilibrio generale (728); la mano invisibile di Smith e i moderni (Arrow Debreu) 728.

 

  • Samuelson (vedi anche pagina 762), pricipali ispiratori intellettuali Cournot Jevons Walras Pareto Edgeworth Fisher. (730) critiche a Marshall (730), analisi matematica dei fondamenti della microeconomia (731); equilibrio e stabilita' (731): minimizzazione dei costi e massimizzazione dei profitti nella teoria del comportamento d'impresa (731), massimizzazione dell'utilita' nel comportamento del consumatore (731), teoria del benessere.

 

  • didattica dell'economia (732)

 

  • (735) la rivoluzione della concorrenza monopolistica; la relazione tra le teorie di Robinson e Chamberlin con Marshall (735); la definizione di Marshall del termine concorrenza. ruolo delle grandi imprese, problema empirico (736). Knigt, Sraffa (736). Viner e la separazione delle curve di costo di lungo e breve periodo delle imprese (737). Robinson: la teoria della concorrenza imprefetta, Charmberlin: la teoria della concorrenza monopolistica (738). Sviluppo dei punti precedenti (738).
  • Merito di Chamberlin (740). La rivoluzione che non ebbe mai luogo: la accettazione della teoria di Chamberlin (740). 4 Ragioni (741-745). Altri autori che affrontano la problematica del monpolio/concorrenza perfetta (Cournot,Bertrand, Edgeworth). pluralita' di modelli (743)

 

  • Friedman e la scuola di Chicago (aspetti microeconomici). 747, contrappeso ideale rispetto a Samuelson, sono pensatori Marshalliani. Def. di scuola di Chicago (747), enfasi del ruolo della moneta. Propensione favorevole al mercato e contraria all'intervento (748), Relazione tra teorema di Coase e i monetaristi (749), Pigou (vedi 772).

 

  • l'oggetto della teoria microeconomica moderna (751) il dominio sempre piu' vasto della microeconomia (751), Becker (751) applicazioni sociologiche, storiche, politiche. evoluzione delle tecniche impiegate nella microeconomia (752-757).

 

  • l'evoluzione della teoria della domanda (ossia legge della domanda ossia teoria del comportamento del consumatore) (757); teoria di Marshall sulla domanda (758); Hicks e la riforumazione della teoria della domanda (758); effetti di reddito e sostituzione (759) (i) Hicks (curve di indifferenza); inadeguatezza di una teoria psicologia di una teoria della domanda. Inadeguatezza dell'approccio edonistico (anni 30): McDougall, psicologo (760), Veblen, Marshall (assume edonismo) e sue risposte alle critiche (760). Samuelson (762) (ii) approccio delle preferenze rivelate: Paul Samuelson (762). (iii) sviluppi recenti della teoria dell'utilità (763): inclusione del rischio: scelte in condizioni di incertezza (763); (iv) la teoria moderna vista da una prospettiva storica (765)

 

  • L'economia del benessere (767); attenzione degli economisti classici verso il benessere (768); Sidgwick posizione sul lassez faire (768), Pigou (769), cenno a Pareto (769). Giudizi morali nella teoria del benessere Sen (770) Arrow-Samelson-Hicks contribuirono alla teoria del benessere (770). Scelte poitiche reali e pareto-ottimalita' (770). variazioni compensative (771) Bergson: funzione di benessere sociale (771); teoria delle scelte sociali di K. Arrow (772); esternalità (772) Pigou. L'economia del benessere in prospettiva (774).

 

  • i problemi della moderna microeconomia (776).
  • riepilogo (780). dal 1890 al 1930, dal 1930 ad oggi (781) approccio formalista;

 

(Cap. 15) Lo sviluppo del pensiero macroeconomico moderno

 

 

!! Macroeconomia (Cap. 15)

 

  • aspetti macroeconomici in Marshall (785)
  • i precursori della macroeconomia moderna (785): mercantilisti, economia classica (786); spostamento dell'attenzione dalle forze monetarie alle forze reali. (resume' politica economica mercantilista e classica con critiche 785-787)
  • Teoria quantitativa della moneta. Marshall 789, Fisher (790), Wicksell (790), Keynes (790) Legge di Say (791)

 

  • la teoria del ciclo economico (792), ortodossi ed eterodossi (Marx) fino al 1890 (792), Juglar: il ciclo economico (792), Tugan-Baranowsky (792) fluttuazioni inerenti del capitalismo. Influenza sulla teoria di Keynes della determinazione del reddito (793), legge di say usata per confutare le teorie delle fluttuazioni nel passato (794). livello del reddito e legge di Say (794); Hayek (794); possibilita' e equilibri a livelli non di piena occupazione (794)

 

  • la macroeconomia neoclassica (795); problemi della macroeconomia neoclassica marshalliana (795)

Economisti svedesi (Myrdal e Lindahl, basati su Wicksell) (795) sulla teoria aggregata. teoria monetaria neoclassica (dopo la grande depressione) anche nota come approccio monetarista del disequilibrio. Robertson e la legge di Say (796): approccio del disequilibrio. Crisi transitorie (796), Keynes e la legge di Say nel lungo periodo (797) .

 

  • posizione degli economisti ortodossi prima della grande depressione: natura non monetaria della disoccupazione (797), livelli dei salari e equilibrio (797) ruolo dei sindacati; lassez-faire prima della grande depressione (798), effetti della grande depressione sulla posizione di politica economica (798), Pigou (UK) e la scuola di Chicago sulle spese pubbliche contro la disoccupazione (798)

 

  • Keynes; vita (802); Posizione sugli accordi di Bretton-Woods (801); La teoria generale (1936); natura non contestualizzata (aspetti metodologici) 802-804; TQM (804) per il fenomeno delle fluttuazioni cicliche; abbandono della teoria monetarista da disequilibrio e passaggio ad un nuovo modello (804).

 

  • la domanda di output aggregata (805-807); dicotomia tra il settore monetatrio e il settore reale (805, 810); posizione dei marshalliani sulla domanda aggregata. la funzione di domanda aggregata è basata sul consumo, investimento e spesa del governo (809). modello di Keynes 811 (si postula una relazione tra reddito e consumo, 811; confronto con l'analisi marshalliana), la funzione del consumo, la propensione marginale al consumo, il moltiplicatore (812), spiegazione delle ragioni della grande depressione (814), politiche monetarie per uscire dalla depressione (814).

 

  • una seconda interpretazione del modello di Keynes (816), il modello basato sulla funzione di spesa 1940-1960 (817). ragioni del successo della teoria basato sulla funzione del consumo (818), Samuelson e Hansen (818), didattica (818), aspetti di politica economica basati sulla teoria keynesiana (818-820). L'approccio filosofico di Keynes alla politica macroeconomica (820), non era un radicale, ma un riformista (820). Rifiuta Marx. Incapacita del capitalismo a mantener occupazione (822). Concezione di pol ec.

 

  • dalla funzione di spesa al modello IS-LM 1960-1975 (823) modello di Hicks (dicotomia tra settore reale e monetario nella funz del consumo 824) Effetto Keynes (legame tra il livello dei prezzi, offerta d moneta, tassi di interesse e spesa per investimenti 825) Effetto Pigou (826) Punti di forza del modello ISLM (826) Domande a cui risponde (827) DEF di LM (827) DEF di IS (828) Analisi delle pol monetarie e fiscali (828)

 

  • La moderna teoria Macro (829); I Monetaristi, Friedman
      disputa Keynes-Monetaristi (829-830) Problemi del modello ISLM (831) i velocità ii inflazione iii dicotomia; accettazione del modello ISLM, ragioni (832)

 

  • I microfondamenti della Macroeconomia; Inflazione e curva di Phillips (833) Trade-off disoccupazione- Inflazione (834) ruolo delle pol fiscali d'ispirazione Keynesiano (834-835)

 

  • La nuova economia Classica; Aspettative Razionali (835) vedi anche pag (766) HOLT, MODIGLIANI, MUTH, SIMON. DEF di Nuova Economia Classica (837) CRITICA di Lucas (838) Reazione Keynesiana (838). Tavola sinottica delle scuole di pensiero macroeconomico, dei keynesiani e dei classici oggi (839) Nuovi Keynesiani'' (divisi in due gruppi) (840); Macrofondamenti della microeconomia (840) Equilibri multipli (842)

 

  • Riepilogo; resumè interessi macroeconomia (843) struttura analitica Keynesiana (844) possibilità di analisi matematica (844), nuovo modo di gaurdare alla politica economica (845), modelli basati sulla funzione del consumo (Hansen e Samuelson), modello ISML (845).

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