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Lucas

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Robert Lucas (1937, Washington) economista americano, professore all'università di Chicago. Riceve il Nobel per l'economia nel 1995. E' considerato il maggior esponente della scuola neomonetarista.

 

La scuola neomonetarista (ricordata anche come “nuova macroeconomia classica”) succede a quella monetarista nell’egemonia teorica verso la fine degli anni settanta; essa si riconosce esplicitamente nella posizione monetarista ma se ne differenzia per diversi riguardi; soprattutto raggiunge una maggiore completezza formale e rende più estreme le conseguenze politiche dei monetaristi.

 

A proposito del ruolo della politica economica, Friedman e i monetaristi sostengono la superiorità delle regole di politica monetaria rispetto a quelle di politica fiscale; secondo Friedman, la propensione al consumo dipende fortemente dal reddito permanente (e non da quello corrente), per cui gli impulsi di politica che intervengono sull’economia attraverso i meccanismi invocati dai keynesiani sono poco efficaci, mentre quelli che derivano da un aumento di offerta di moneta sono stabili ed efficaci. Egli sostiene quindi una politica in cui la banca centrale abbia come obbiettivi delle quantità di moneta, piuttosto che dei tassi di interesse,e che seguire la regola di mantenere stabile la crescita della moneta sia, nel lungo periodo, meglio di una politica attiva di intervento tramite i tassi di interesse.

 

I neomonetaristi riconoscono a Friedman di aver introdotto l’importante ruolo delle aspettazioni degli agenti economici. Tuttavia egli assume un modo piuttosto meccanico di formazione delle aspettative, in cui gli agenti economici estrapolano il passato per predire il futuro. Le teorie monetariste di Friedman e le loro conclusioni si basano infatti su leggi di aspettazioni adattive, ovvero sul fatto che la gente basi le proprie previsioni su cosa succederà nel futuro basandosi su cosa è successo nel passato. Lucas, e con lui i neo-monetaristi, sviluppano un modello basato su aspettative razionali. La teoria delle aspettazioni razionali assume che la gente non faccia errori sistematici predicendo il futuro: tutte le deviazioni dalla stima perfetta sono casuali.

 

Questo implica che una politica economica monetaria sistematica (ossia di cui gli individui economici abbiano informazione completa) è destinata al fallimento. Sia che l’autorità economica annunci le sue mosse, sia che non le annunci ma segua una strategia nota agli investitori, questi aggiusteranno le loro previsioni neutralizzando così gli effetti delle manovre di politica monentaria.

Solo gli shock casuali e le politiche monetarie non sistematiche (che sorprendono gli investitori) hanno effetti sull’economia.

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