| 
  • This workspace has been inactive for over 11 months, and is scheduled to be reclaimed. Make an edit or click here to mark it as active.
  • If you are citizen of an European Union member nation, you may not use this service unless you are at least 16 years old.

  • Stop wasting time looking for files and revisions! Dokkio, a new product from the PBworks team, integrates and organizes your Drive, Dropbox, Box, Slack and Gmail files. Sign up for free.

View
 

Domande sui Mercantilisti

Page history last edited by PBworks 13 years ago

Domande sui mercantilisti

 

Idee forze del pensiero mercantilista (17/07/2003)

Tra i mercantilisti possono essere individuate alcune dottrine ricorrenti:

 

  • la ricchezza e l'aumento dei beni materiali costituiscono fini desiderabili (i pensatori mercantilisti espressero per la prima volta in forma chiara e coerente l'obiettivo della desiderabilità dello sviluppo economico);
  • dal momento che la ricchezza complessiva di tutti non sembra aumentare, si può diventare più ricchi solo a svantaggio degli altri;
  • è desiderabile l'esistenza di uno stato potente, che persegue una politica commerciale energica tramite forme di protezionismo e monopoli, affinché la ricchezza nazionale possa aumentare; Il mercantilismo viene messo in relazione a tutte quelle pratiche di politica economica rivolte al nazionalismo *protezionistico* (arricchimento dello Stato e della comunità nazionale). Vistosa la crescita dei legami tra potere economico e potere politico: le compagnie mercantili avevano l'avallo del monopolio sui traffici internazionali da parte degli Stati e godevano della protezione dello Stato sul territorio nazionale mediante le misure protezionistiche. Con questo sistema cresceva anche la ricchezza e quindi il potere degli Stati a livello internazionale in quanto potevano essere finanziate facilmente guerre di ogni genere.
  • l'afflusso di denaro all'interno, grazie all'esportazione di merci, stimolerà il mercato e aumenterà il benessere (ricchezza e moneta vengono spesso considerate come equivalenti). La ricchezza era in prima istanza identificata con la quantità di metalli preziosi (oro e argento) esistente all'interno dei confini.
  • questa politica dovrà favorire la produzione interna di beni e soprattutto la loro esportazione (il fine è quello di vendere molto e comprare poco); Lo strumento essenziale per accrescere lo stock di metalli era ritenuto la creazione di un saldo attivo della bilancia commerciale, che per definizione avrebbe dovuto essere pagato dai partner commerciali in moneta metallica. Per conseguire tale attivo venivano adottate in primo luogo misure di controllo degli scambi: restrizioni delle importazioni (soprattutto di manufatti) e incentivazione delle esportazioni. In secondo luogo, i paesi mercantilisti tentavano con molti mezzi di sviluppare la produzione nazionale (specialmente di manufatti) per sostituire le importazioni e garantire l'offerta di beni da esportare.

 

 

La popolazione nella visione teorica mercantilista (20/12/2005)

 

I mercantilisti, (?) a differenza dei classici (?), sono convinti che lo scopo dell'attività economica sia la produzione e non il consumo: una tale visione della ricchezza in termin di produzione nazionale piuttosto che di consumo nazionale, implica che la povertà dei singoli rappresenti un beneficio per l'intera società, in altri termini, la ricchezza della nazione è basata sulla povertà della maggior parte dei suoi abitanti.

 

I mercantilisti elaborarono una teoria demografica basata su questa convinzione e sulla loro peculiare visione dei salari: lo scopo delle politiche demografiche doveva consistere nel promuovere la crescita della popolazione e il mantenimento di salari molto bassi.

Un aumento della popolazione avrebbe costituito infatti maggiore ricchezza per il Paese, tramite uno sviluppo delle manifatture e del commercio - favorendo le importazioni di materie prime a basso costo e l'esportazione di manufatti pregiati e politiche commerciali protezionistiche nei confronti dei beni manufatti -, un aumento dei gudagni e mantenimento di un basso livello dei salari al livello di sussistenza.

Il salario al livello di sussistenza avrebbe garantito la massima offerta di lavoro: se il salario fosse stato superiore a questo livello, l'offerta di lavoro sarebbe infatti diminuita poichè, secondo i mercantilisti, un salario superiore avrebbe incoraggiato i lavoratori a spese dissolute distogliendoli dal lavoro produttivo (aumento della "domanda di tempo libero"). L'offerta di lavoro doveva essere mantenuta abbondante: nella peggiore delle ipotesi rimaneva l'emigrazione come valvola di sfogo.

 

 

 

Popolazione commercio internazionale e bilancia dei pagamenti nel pensiero mercantilista (10/02/2005)

 

I mercantilisti, (?) a differenza dei classici (?), sono convinti che lo scopo dell'attività economica sia la produzione e non il consumo: una tale visione della ricchezza in termin di produzione nazionale piuttosto che di consumo nazionale, implica che la povertà dei singoli rappresenti un beneficio per l'intera società, in altri termini, la ricchezza della nazione è basata sulla povertà della maggior parte dei suoi abitanti.

 

Le politiche commerciali dei mercantilisti si basano inoltre sulla convizione che

una nazione possa arricchirsi solo a spese di altri (per l'ipotesi che la ricchezza golobale del mondo fosse fissa). Tali politiche sono quindi politiche commerciali protezionistiche nei confronti dei beni manufatti, volte a favorire le importazioni di materie prime a basso costo e l'esportazione di manufatti pregiati, e mantenere così la bilancia commerciale in attivo e la generazione di un flusso di metalli prezioni verso la nazione.

Laddove i primi mercantilisiti si dichiaravano favorevoli al mantenimeto di una bliancia commerciale attiva nei confonti di ogni singolo paese estero, la posizione dei tardi mercantiliti, sosteneva che lo scopo fosse invece quello di mantenere un attivo complessivo verso il resto del mondo.

 

I mercantilisti elaborarono delle politiche demografiche volte a promuovere la crescita della popolazione e il mantenimento di salari molto bassi.

Un aumento della popolazione avrebbe costituito infatti maggiore ricchezza per il Paese, tramite uno sviluppo delle manifatture e del commercio, un aumento dei gudagni e mantenimento di un basso livello dei salari al livello di sussistenza.

Secondo la teoria dei salari dei mercantilisti, il salario al livello di sussistenza avrebbe garantito infatti la massima offerta di lavoro: se il salario fosse stato superiore a questo livello, l'offerta di lavoro (e quindi la produzione) sarebbe infatti diminuita poichè un salario superiore avrebbe incoraggiato i lavoratori a spese dissolute distogliendoli dal lavoro produttivo (aumento della "domanda di tempo libero"). L'offerta di lavoro doveva essere quindi mantenuta abbondante: nella peggiore delle ipotesi rimaneva l'emigrazione come valvola di sfogo.

 

Moneta e commercio estero nella tradizione mercantilista (11/09/2006)

 

La posizione dei mercantilisti va ricondotta alla loro convinzione che le principali determinanti del livello dell'economia e del suo tasso di crescita sono fattori monetari. Una adeguata offerta di moneta avrebbe assicurato aumenti della produzione reale e la crescita del commercio interno e internazionale.

 

Sul versante teorico, si devono ai mercantilisti le prime formulazioni della Teoria Quantitativa della Moneta, ovvero della relazione tra la quantita' di moneta in circolazione e il livello generale dei prezzi: piu metalli preziosi comportavano un aumento dei prezzi e quindi inflazione. Dal punto di vista

storico, i mecantilisti (Bodin) mostrano come il processo inflazionistico secolare seguito alla scoperta delle americhe sia dovuto quindi all'afflusso di oro. Con l'esaurirsi di tale afflusso e con il livellarsi dei prezzi (intorno al 1620), i mercantilisti iniziano a preoccuparsi della possibile scarsita' di moneta. Nella loro visione, pe aumentare la ricchezza e' necessaria una bilancia commerciale in attivo e un flusso di metalli preziosi verso il paese.

 

 

Passando alle politiche monetarie, i mercantilisti, convinti come abbiamo detto della necessita' di mantenere alta l'offerta di moneta sostengono politiche monetarie che facciano aumentare l'offerta di moneta interna, che mantiene elevati i redditi e i consumi e stimola la produzione; ad esempio suggeriscono al sovrano di limitare il tesoreggiamento. Una alta offerta di moneta avrebbe inoltre mantenuto basso il tasso di interesse sul credito in modo da poter stimolare con continuita l'attivita economica e porre un freno all'attivita usuraria, molto diffusa in quei tempi.

 

 

Critica di Hume. Hume può essere considerato un mercantilista liberale: le sue posizioni sono in parte in accordo con quelle mercantilisti e tendenti verso l'economia politica classica.

Egli critica posizione mercantilista sulle politiche monetarie, sulla base di quello che egli chiama meccanismo "prezzi-flusso monetario". Un aumento della quantita di moneta (dovuto all'avanzo commerciale) avrebbe provocato un aumento dei prezzi (attraverso la teoria quantitativa della moneta) e quindi una perdita di competitivita delle esportazioni, che avrebbe finito col riportare la bilancia commerciale in equilibrio nel lungo periodo mediante un movimento opposto. Egli sostiene quindi l'inutilita delle politiche monetarie mercantiliste nel lungo periodo.

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.