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Domande sui fisiocrati

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Lo schema di riproduzione di F. Quesnay (27/10/2005)

Anche Lo schema teorico del Tableau Économique (09/02/2006).

 

 

 

I punti chiave della scuola di pensiero fisiocratica sono le seguenti:

  • La suddivisione tra lavoro produttivo e improduttivo, basata sul concetto secondo cui la vera, e unica, fonte di ricchezza è il "prodotto netto" che si ottiene in agricoltura applicando il lavoro alla terra. Manifattura e tutte le attività non agricole sono considerate "sterili". La produzione agricola era infatti l'unica in grado di produrre un surplus (un prodotto superiore a qaunto investito) e quindi l'unica vera fonte di ricchezza.
  1. I fisiocratici sottolineano l'interdipendenza esistente tra i vari processi produttivi (nei vari settori dell'economici) attraverso i mercati.
  2. Gli scambi sono visti come flussi circolari di moneta e merci tra i vari settori economici.

Gli agricoltori formavano la classe produttiva. Gli addetti alle attività manufatturiere costituivano la classe sterile e i proprietari fondiari costituivano la classe distributiva. Questi ultimi avevano il ruolo di consumare il surplus creato dalla classe produttiva e dare avvio al processo di circolazione della moneta e delle merci tra i vari settori economici. La funzione della classe distributiva era quella di assicurare una buona distribuzione del reddito tra i vari settori.

 

Tali concetti sono esemplificati nello schema del Tableau Économique, ipotizzato da Quesnay (1758).

 

in tale schema, Quesnay analizza i flussi di beni e pagamenti tra i tre gruppi agricolo, manifatturiero e dei

proprietari terrieri; ipotizzando che inizialmente i proprietari posseggano

 

L’idea di riproduzione in Quesnay e in Marx: un confronto critico (13/06/2005)

 

Per i fisiocrati,la produzione agricola era l'unica in grado di produrre un surplus (un prodotto superiore a quanto investito) e quindi l'unica vera fonte di ricchezza: dopo aver ripagato i vari fattori della produzione, il prodotto del processo produttivo in agricoltura, in ragione della produttività della terra, lascia una parte ulteriore o un sovrappiù, che i fisiocrati chiamano "prodotto netto". Questo non avviene nella manifattura e in tutte le attività non agricole, che sono perciò considerate "sterili". Quesnay ipotizza un ciclo produttivo annuale, e che il prodotto annuale venisse in parte consumato e in parte reimpiegato come input per la produzione dell’anno successivo.

Nella costruzione marxiana, il valore di una merce è scomponibile in tre parti; il capitale costante (la spesa dei capitalisti per le materie prime), il capitale variabile (i salari che il capitalista paga ai lavoratori) e il plusvalore, ossia un valore residuo ottenuto sottraendo al valore del bene le spese totali sopportate dal capitalista (la somma di capitale costante e di capitale variabile).

Marx adatta alla sua analisi la teoria del valore-lavoro di Ricardo; egli sostiene che solo il lavoro crea valore, quindi è il lavoro che genera il plusvalore.

Il plusvalore rappresenta la fonte dei redditi da proprietà. Acquistando il lavoro sul mercato e vendendo i beni prodotti sul mercato, egli ottiene dei redditi superiori alle spese, poiché acquista una merce particolare, il lavoro, che crea un valore maggiore di quello al quale viene remunerata.

E’ evidende qui la derivazione fisiocratica del concetto di sovrappiù di Marx; la nozione marxiana di plusvalore è assai simile al concetto fisiocratico di prodotto netto;

tuttavia, laddove Quesnay identifica nella terra l’unico fattore produttivo in grado di dare un prodotto netto, Marx basa la nozione di plusvalore sul lavoro.

 

Una volta acquisito il plusvalore, il capitalista lo reinveste nell'acquisto di nuovi mezzi di produzione e nell'assunzione di nuovi operai. È questo il meccanismo di espansione del capitalismo che Marx chiama “riproduzione allargata del capitale”.

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