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Alfred Marshall

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Alfred Marshall (1842 - 1924)

 

Fu un economista britannico della scuola Neoclassica. Nacque a Wandsworth nel 1842 e morì a Cambridge nel 1924. Si laureò in matematica all'Università di Cambridge, insegnò economia all'Università di Oxford e successivamente in quella di Cambridge. Scrisse Principi di economia nel 1890, una base dell'economia politica neoclassica.

 

Tra le sue opere più importanti furono: Principi di economia (1890) e Industria e commercio (1919).

 

Leon Walras e Marshall si contendono il ruolo di padre fondatore del sistema neoclassico. Le differenze tra i contributi di questi due economisti sono tuttavia diversi fin dall’impostazione metodologica sul ruolo della teoria economica. Walras, al quale interessano soprattutto gli aspetti di tecnica e di forma dell’analisi, si preoccupò di identificare una rappresentazione matematica del modello del sistema economico che fosse la più generale e astratta possibile.

Marshall, dal canto suo, concepisce la teoria economica come uno strumento utile all’analisi del mondo reale. Tali due approcci non avrebbero potuto essere più diversi l’uno dall’altro, e in tal senso possiamo dire che questi autori si collocano in posizioni agli antipodi dell’economia neoclassica.

 

Questi autori si pongono il problema di studiare l’equilibrio economico (ossia di determinare le quantità domandate e offerte di beni e fattori della produzione e i prezzi che rendono uguali tali quantità). Si può cogliere la distanza delle posizioni di Walras e Marshall esaminando la differenza tra l'analisi dell'equilibrio economico generale (che costituisce il principale contributo di Walras al pensiero economico) e quella dell'equilibrio economico parziale (che è l’impostazione tipica del ragionamento marshalliano);

L’equilibrio economico generale considera il ruolo contemporaneamente di tutte le variabili del modello sulla soluzione di equilibrio. Nel secondo approccio, si analizza il ruolo di una variabile alla volta sull’equilibrio economico, assumendo che tutte le altre variabili mantengano lo stesso valore, ossia “ceteris paribus”.

L’interdipendenza complessa di ogni variabile è alla base dell’approccio walrasiano che si struttura come una lunga serie di equazioni che descrivono la dipendenza – tracciata in termini di relazioni universali – degli agenti economici sui vari mercati, e la successiva analisi matematica delle proprietà della soluzione di equilibrio implicata dal modello, ossia lo studio dell’esistenza o meno di tale soluzione, la sua unicità, la stabilità dell’equilibrio, eccetera.

Marshall, dal canto suo, procede relegando in posizione secondaria le parti matematiche, sforzandosi di utilizzare un linguaggio non specialistico e illustrando l’analisi con esempi storici.

Anche egli è convinto dell’intrinseca complessità del sistema economico, ma mantiene la posizione metodologica per cui, nell’analisi delle complesse interrelazioni che caratterizzano l’economia, si deve ragionare considerando variazioni di una variabile alla volta, che avvengano “ceteris paribus”, procedendo quindi per equilibri parziali ignorando (senza comunque negarla) l’interdipendenza delle variabili. In seguito, compreso l’equilibrio parziale, si può gradualmente e con attenzione allargare l’obbiettivo di analisi permettendo a piu’ variabili di variare, aumentando il grado di complessità del modello.

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